MISSIONE DI NAMANGA (TZ)
STORIA, DESCRIZIONE DELLA MISSIONE E SR. ANNA VILLA ("Mama Anna")
LOCALIZZAZIONE
Namanga è una cittadina-località di confine, metà in Kenya e
metà in Tanzania, sorge sul punto di frontiera di una importante arteria
stradale che dall’interno della Tanzania (Arusha) porta a Nairobi, capitale del Kenya
dal cui aeroporto.
La strada che fino a 5 anni fa era tutta sterrata
ora è asfaltata e ha di molto ridotto i tempi di percorrenza da e per Nairobi e Arusha.
La zona è poco sotto l’equatore ad una altezza di circa 1317 metri s.l.m. le stagioni sono opposte alle nostre, adesso mentre noi andiamo verso la primavera loro vanno verso l’autunno, per tutto l’anno ci sono 12 ore di luce dalle 6 del mattino alle 18 del pomeriggio e 12 ore di buio dalle 18 alle 6 del mattino seguente.
La temperatura mattino e sera è gradevole solo in pieno giorno il sole è cocente.
Generalmente per quasi tutto l’anno il clima è
secco creando problemi per l’approvvigionamento idrico, solo nella stagione
delle piogge l’acqua è abbondante e precipita in modo violento generando
problemi alla viabilità in quanto essendo tutte strade in terra vengono erose e
scavate, le tubazioni dell’acqua divelte e molte zone allagate.
STORIA
DELLA MISSIONE
Namanga è una missione Cristiana in Tanzania (Africa) delle suore della Immacolata Concezione di Ivrea.
A Namanga esisteva già la parrocchia costituita dalla chiesa con l’abitazione del parroco e lungo la strada erano presenti solo piccole costruzioni utilizzate dai pochi abitanti Africani del luogo, tutt’attorno la savana Africana con i tipici insediamenti del popolo Masai: non esisteva una rete idrica, ne l’energia elettrica, neppure strade o fognature, non esisteva una autorità civile né un registro delle nascite, fatta eccezione di quello parrocchiale.
In questa situazione che comunque vedeva un incremento delle persone che venivano a insediarsi nel paese, nel 1987 il parroco chiede aiuto alle suore di Ivrea: venne inviata Sr. Anna Villa con due giovani novizie Africane.
Suor
Anna Villa è nata a Cornaredo nel 1935, entra a far parte delle suore di Ivrea dopo
una esperienza lavorativa in campo amministrativo. Il
suo carattere è deciso e intraprendente, le cognizioni acquisite in campo
lavorativo, le capacità organizzative e di comando, senza mai tralasciare il
tempo per la preghiera perché prima di tutto (come spesso ricordava, era una
suora), la resero capace di un’impresa che vista adesso dopo la sua morte nel 2019 è
veramente ammirevole.
Come prima opera le suore realizzano la loro abitazione
anche se minimale costituita da cucina, refettorio, saletta per riunioni,
camerette e servizi igienici e una cappella per la preghiera quotidiana. Anche
se con materiali poveri realizzano le varie camere in successione tale da creare un
cortiletto interno in parte coperto così da ricordare i chiostri dei monasteri.
Subito la prima necessità contingente era quella di istruire i bambini al fine di liberarsi dall’analfabetismo generale: i bambini parlavano tutti il dialetto del proprio villaggio e/o tribù, in modo particolare i Masai e, per questo motivo, non venivano accettati nelle scuole dello Stato.
Costruirono così l’edificio
corrispondente all’asilo infantile dove insegnavano ai bambini la lingua
ufficiale dello stato, lo Swahili di modo che potessero accedere alle scuole
elementari e superiori.
Successivamente Suor Anna con i contributi dell’Antoniano
realizzò la scuola intitolata a “Mariele Ventre” di taglio e cucito con
refettorio, camerate e servizi per l’alloggio delle ragazze (con possibilità di ospitarne quaranta), la
maggior parte delle ragazze erano Masai che provenivano da località lontane e restavano in sede per tutta la durata del
corso.
Riuscirono con molti sforzi e donazioni a costruire l’edificio per le scuole elementari, avente costruzione a forma di “C”, costituita da un susseguirsi di aule e spazi aperti collegati da un portico continuo sui tre lati con cortile interno e in corpo staccato i sevizi igienici. Oltre agli edifici scolastici vennero costruiti i magazzini, la lavanderia, un locale ad uso foresteria con annesso ambulatorio medico, le stalle, i pollai i vari serbatoi per l’acqua (tra cui, uno in muratura a piano terreno e un altro in ferro sopraelevato) e un piccolo laboratorio a forma di ottagono destinato ad ospitare le mamme Masai per realizzare lavoretti come collane, bracciali, cestini ecc. che Suor Anna Villa vendeva e con il ricavato pagava le mamme Masai per il lavoro svolto: per queste donne era l’unica possibilità di sostentamento familiare per comprare farina, zucchero e fagioli, ma nonostante tutto, Suor Anna Villa, quando riusciva a ricavare da questi lavori più soldi faceva costruire piccole casette per questi villaggi Masai.
E’ stato realizzato un impianto per la produzione
di biogas alimentato con gli escrementi delle mucche e un impianto fotovoltaico
per la produzione di energia elettrica nel 2006.
Nel 2010 venne realizzato un pozzo artesiano per estrazione di acqua a circa 80 metri di profondità anche grazie al contributo del gruppo di volontari promosso da Luca Mormile e la comunità Parrocchiale di San Michele Arcangelo di Piano di Sorrento.
Tra il 2017 e il 2018 vengono realizzate e pavimentate le strade interne alla missione e gli impianti di regimentazione e smaltimento delle acque meteoriche grazie al contributo del gruppo di volontari promosso da Luca Mormile e la comunità Parrocchiale di San Michele Arcangelo di Piano di Sorrento.
Attualmente la Missione è un complesso-villaggio scolastico con asilo o scuola materna, elementari, scuola di taglio e cucito: con le materie curricolari si insegna anche la lingua inglese, c’è un servizio di refezione e per i bambini più lontani il servizio di trasporto con autobus: vestono tutti una loro divisa e la scuola gode di una ottima reputazione: la madre superiore è Anna Emilian Kimolo.
Di tutto questo Suor Anna Villa è stata il cuore, la mente e il braccio.
Di lei però ci
piace ricordare e sottolineare come ha operato con gli abitanti di Namanga e in modo
particolare con la popolazione Masai: lei stessa raccontava che i primi giorni faticava a
comunicare con queste persone, era l’unica persona di pelle bianca, gli adulti la
evitavano e i bambini fuggivano piangendo: poi con il tempo grazie ai piccoli aiuti, anche economici, l’attenzione ai loro problemi, il contatto diretto con le
famiglie, le cure mediche, i medicinali somministrati a bambini e adulti,
l’accoglienza che a loro riservava ad ogni ora del giorno, è diventata per
tutti loro un punto di riferimento indispensabile e per tutti, in paese e nei
villaggi della savana era chiamata “Mama Anna”.
E’ stato realizzato di recente qualche presidio sanitario pubblico molto distante, ma fino pochi anni fa davanti al piccolo ambulatorio della Missione di Namanga per la presenza di Suor. Anna Villa c’erano sempre molte persone ad aspettarla per le più svariate necessità/problemi di salute, in quanto Mama Anna dopo i tanti anni di esperienza, ben conosceva e per tutti aveva sempre una soluzione o qualcosa che alleviasse le sofferenze: di Suor Anna Villa avevano una fiducia illimitata e lo si poteva constatare sui loro volti quando se ne ritornavano alle loro capanne, infatti noi che abbiamo visto e vissuto queste situazioni/circostanza affermavamo che, Mama Anna, se anche gli desse una caramella, questi guariscono...
Cosa
si va a fare a Namanga ?
Nelle terre di missione il problema principale è l’acqua
potabile e la manutenzione in generale:
A Namanga è necessario mantenere efficiente la rete idrica realizzata, quindi controllare il manufatto di presa sulla montagna, riparare, sostituire, migliorare la distribuzione dell’acqua che dalla montagna arriva alla missione e alla parrocchia poiché con la presenza di 700 persone tra bambini, maestri, suore e abitanti di Namanga quando viene a mancare l’acqua è veramente un grosso problema.
Ci sono anche dei pozzi artesiani, ma attualmente l’acqua che fuoriesce è salata, quindi è usata per usi irrigui e in casi estremi per usi sanitari miscelandola con quella captata della montagna quando quest'ultima è insufficiente.
I
volontari che raggiungono la Missione di Namanga delle Suore d’Ivrea, oltre che
sostenere la promozione umana delle popolazioni locali, si impegnano alla
realizzazione di piccole costruzioni, mobilio, recinti per animali, fognature,
modifiche ai servizi igienici, riparazioni alla rete idrica, manutenzione ai
fabbricati esistenti, manutenzione delle reti impiantistiche, riparazione di
macchine e mezzi di lavoro, ecc. ecc., nonché si impegnano a insegnare alle persone
del posto l'esecuzione dei predetti interventi.
Fonte e testi: Luigi Ronchetti, Camillo Colombo, Alberto Cazzaniga, Luca Mormile e Gaetano Maria Maresca