POPOLAZIONE                                            

     

MASAI

POPOLAZIONE MASAI 

 I Masai (o Maasai) sono un popolo nilotico che vive sugli altopiani intorno al confine fra Kenya e Tanzania. Considerati spesso nomadi o semi-nomadi, sono in realtà tradizionalmente allevatori transumanti, e oggi spesso addirittura stanziali (soprattutto in Kenya). La transizione a uno stile di vita stanziale si accompagna a quella dall'allevamento all'agricoltura come fonte primaria di sostentamento; questa trasformazione è evidente nei clan masai kenioti come Kaputiei, Matapato e Kikunyuki, e in Tanzania presso gli Arusha.

I masai parlano il "maa", da cui il nome dell'etnia che è da loro pronunciato maasai. La lingua appartiene al gruppo delle lingue nilo-sahariane ed è dello stesso ramo delle lingue di popoli nilotici quali i pokot, i dinka ed i nuer. I masai sono il popolo nilotico che, in Africa, vive più a meridione.

Oggi sono divisi in dodici clan (Keekonyokie, Damat, Purko, Wuasinkishu, Siria, Laitayiok, Loitai, Kisonko, Matapato, Dalalekutuk, Loodokolani e Kaputiei[1]), anche se esistono clan minori, spesso citati come sottoclan.

I masai sono tradizionalmente pastori, e la loro cultura gravita attorno alla cura del bestiame. Ci sono prove certe di un periodo agricolo prima dell'arrivo nelle aree che occupano odiernamente, e la tendenza verso l'agricoltura e la sedentarizzazione è sempre più spinta a causa dei pascoli sempre più limitati e dal bisogno di denaro contante che ha sostituito il sistema di baratto della società pre-coloniale.

I masai sono monoteisti e credono in Enkai, dio che si rivela con colori diversi a seconda dell'umore. Dio è nero (narok) quando è bonario, rosso (nanyokie) quando è irritato. La vera natura di dio è difficile da capire, ma si sa che dio è soprattutto parnumin, il Dio di tanti colori, e cioè una realtà complessa. Dio ama gli esseri umani e li aiuta in caso di bisogno. In questo, dio è aiutato da una serie di esseri spirituali, alcuni dei quali sono da lui mandati a seguire le vicende umane.

Mentre nel passato le abitazioni erano fatte per resistere poco tempo, negli ultimi due secoli i masai hanno dato vita ad una casa (enkang) abbastanza standardizzata. L'enkang tradizionale prevede un recinto spinoso all'esterno per proteggersi dagli animali selvatici, e un recinto spinoso all'interno per accogliere il bestiame alla sera. Nel secondo recinto vi sarà anche un reparto separato per vitelli e agnelli.

La prima casa sulla destra dell'entrata principale sarà la casa del capo famiglia, la seguente quella della prima moglie. La prima casa sulla sinistra sarà quella della seconda moglie, se presente. A seguire sono le casette per i bambini e le bambine. I figli vivono con la madre fino a circa 5 anni di età, dopo dormono da soli. L'uomo dorme da solo e visiterà la moglie quando necessario.

Le singole case sono fatte con sterco mescolato a fango e posto su di una struttura di rami flessibili. La forma è ovale con l'entrata bassa verso il punto di minor larghezza. All'interno la casa è divisa in tre sezioni. Al centro un focolare dove cucinare, ad un capo il letto dell'occupante, dall'altro lato il letto per i bambini o un piccolo ripostiglio. L'altezza massima della casa è di circa 1,5 metri.
Tale tipo di costruzione sta ormai sparendo e lasciando il posto a costruzioni stabili in pietra o in laminati metallici.

 

Fonte: Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.