MISSIONE DI NAMANGA (TZ)                                 

La missione di NAMANGA-ARUSHA (P.O. Box 8511) è nata nel 1987, sulla collina di fronte a Namanga grazie al “lavoro” di Suor Anna Villa, in territorio Masai ed è una delle più caratteristiche: oltre alla pastorale, si lavora molto in campo educativo.

All'interno della missione ci sono le scuole materna, elementare, la scuola “Mariele Ventre” finanziata dall’Antoniano che fa corso di taglio e cucito (corso triennale riconosciuto dal Governo); la pre-scuola finanziata da Teresa Barenghi è più che mai fiorente e raccoglie bambini anche dai villaggi lontani: ogni giorno un pick up della missione fa il giro della zona per portare i bimbi a scuola.

Il 4 marzo 2009 è stata inaugurata ufficialmente la scuola elementare che permette la continuità didattica: la scuola è dedicata ai Genitori della Preside Graziella Diotti, che ha finanziato il progetto. Attualmente anche i Morani, le mamme e tutti quelli che non sono andati a scuola arrivano alla missione e chiedono di imparare a leggere e scrivere.

Le Suore, fin dal primo giorno della loro presenza nella zona, hanno fatto catechesi alla gente superando le divisioni tribali; ogni settimana accompagnano il parroco nelle peregrinazioni ai villaggi interni fino a cento chilometri di distanza, animano la liturgia con la gente locale, insegnano religione nelle scuole elementari e superiori.

La missione delle Suore d’Ivrea, oggetto del progetto caso di studio, sito in Namanga, è ubicato in un’area periferica della Città e vi si accede dall’unica strada di collegamento tra Namanga ed Arusha. Il villaggio si distribuisce su di una dorsale collinare in un’area, a pianta irregolare, di superficie pari a circa 75 mila metri quadrati.

La popolazione che usufruisce delle attività e dei servizi che sono all’interno della struttura-villaggio è variabile per numero: stabilmente vi risiedono 9 suore e 50 tra ragazze e bambini, mentre quotidianamente nel periodo di attività scolastica, sono presenti 9 aiutanti-operatori, 22 maestre e 440 bambini usufruiscono della struttura nelle ore diurne.

Un ultimo sviluppo di questa missione è stata la nascita di una cooperativa di mamme masai che fanno piccoli lavori e si guadagnano da vivere.


Fonte: Gaetano Maria Maresca